Zero Spreco, Più Valore: come i miei quaderni salvano la carta dalla fine del ciclo industriale

 

Dal recupero dei fine bobina del cartone alveolare nasce una cartoleria sostenibile che salta i processi di riciclo energivori.


Recuperare i fine bobina della produzione alveolare per dare vita a quaderni che rispettano l'ambiente e la materia.

La risorsa nascosta nell'industria

Nell'industria del packaging, la precisione è un dogma. Per produrre il cartone alveolare — quella struttura a nido d'ape leggera e resistente — si utilizzano enormi bobine di carta ad alte prestazioni. Tuttavia, ogni volta che una bobina giunge al termine, rimangono metri di carta che le macchine ad alta velocità non possono più lavorare.

Questi fine bobina, pur essendo composti da fibra di prima qualità, vengono solitamente destinati al macero. È qui che interviene il mio progetto: intercettare questa materia prima eccellente per trasformarla in uno strumento di uso quotidiano.

Upcycling vs Riciclo: una scelta di efficienza ambientale

Spesso si pensa che riciclare la carta sia l'unica strada green. In realtà, il riciclo industriale richiede grandi quantità di acqua, energia e additivi chimici per distruggere la fibra e riformarla.

Il mio approccio è quello dell'Upcycling (riuso creativo):

  • Risparmio Energetico: Utilizzo la carta nella sua forma originale, eliminando i costi ambientali della trasformazione industriale.

  • Riduzione delle Emissioni: Saltando la fase di macero e nuova produzione, l'impronta di carbonio del quaderno si riduce drasticamente.

  • Km Zero Industriale: Recupero gli scarti direttamente alla fonte, valorizzando ciò che altrimenti diventerebbe un costo di smaltimento.

Enormi bobine di carta industriale color avana accatastate in magazzino, alcune pronte per il recupero.

Caratteristiche tecniche della carta recuperata

La carta destinata al "cuore" del cartone alveolare è progettata per la resistenza meccanica. Questo si traduce in pagine che offrono:

  1. Grammatura e Mano: Una consistenza robusta che impedisce all'inchiostro di trapassare il foglio.

  2. Sostenibilità Estetica: Il colore avana naturale è il risultato di fibre non trattate con sbiancanti ottici o cloro, riducendo l'impatto chimico sull'ambiente.

  3. Durata nel tempo: Una fibra nata per sostenere strutture industriali garantisce una longevità superiore per i tuoi appunti.

Una nuova vita per ogni centimetro di carta

Ogni quaderno che produco è un atto di rispetto verso le risorse del pianeta. Non stiamo solo creando un oggetto di cancelleria; stiamo dimostrando che lo scarto è solo una risorsa che non ha ancora trovato la sua giusta collocazione.

Scegliere un quaderno nato dai fine bobina significa sostenere un modello di economia circolare concreta, dove il design si mette al servizio dell'ambiente per dare un nuovo scopo a ciò che l'industria ha lasciato indietro.

fase di lasvorazione del cartone alveolare

💡 Lo sapevi che? Il valore del riuso creativo (Upcycling)

Non tutta la "carta ecologica" ha lo stesso impatto. Ecco perché recuperare i fine bobina è più sostenibile del semplice riciclo:

  • ⚡ Risparmio Energetico del 100% sulla produzione: Mentre il riciclo richiede di tritare, bollire e riformare la carta (processi ad altissimo consumo di energia), l'upcycling utilizza il foglio così com'è. L'unica energia utilizzata è quella per il taglio e la rilegatura artigianale.


  • 💧 Risparmio Idrico Totale: La produzione di carta riciclata consuma comunque circa 15-20 litri d'acqua per ogni chilo di carta prodotto. Recuperando i fine bobina, il consumo di acqua nel processo di trasformazione è pari a zero.

  • 🌳 Zero Chimica Aggiunta:          Per sbiancare o trattare la carta riciclata si usano spesso agenti chimici. La carta per l'alveolare che recupero mantiene il suo colore naturale (avana), eliminando la necessità di ulteriori trattamenti inquinanti.


Primo piano della struttura a nido d'ape del cartone alveolare, che evidenzia la robustezza della carta utilizzata.
In sintesi: Scegliendo carta da recupero industriale, stiamo dando una "seconda vita" a una risorsa che ha già pagato il suo debito ambientale, senza chiederne altro al pianeta.

 


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